“Da bambino venivo qui a vedere l’Inter”. E oggi si prende gli applausi di San Siro: la favola di Iemmello, l’attaccante diventato Re

“Da bambino venivo qui a vedere l’Inter”. E oggi si prende gli applausi di San Siro: la favola di Iemmello, l’attaccante diventato Re

Non è mai stato un tipo banale Pietro Iemmello, fa solo cose importanti: non a caso dalle parti di Foggia ancora lo chiamano il Re. Il motivo? Basta dare un’occhiata ai numeri: 53 reti totali, 37 solo nell’ultima stagione. Score da goleador di razza. Tanto che ha dovuto prendere la sua corona e cambiare regno, portando il trono dalle parti di Sassuolo, dove ha trovato aperte le porte della Serie A. Ha dovuto lottare per mettersi in mostra, sopportare anche qualche panchina di troppo. Alla fine però le occasioni sono arrivate e Re Pietro non se le è fatte sfuggire. Oggi gli unici applausi di San Siro erano per lui: quel ragazzo che da bambino giocava con la maglietta dell’Inter e che oggi ha fatto due gol alla sua squadra del cuore: “Sono interista, è stato un sogno segnare nello stadio in cui venivo a tifare da bambino”. Tutti si aspettavano il riscatto di Icardi, alla fine San Siro si è inchinato all’esplosione di Iemmello. Un altro stadio dopo lo Zaccheria ai suoi piedi.

Terzo e quarto gol in campionato, tutti nella stessa partita. Ah, il secondo era coinciso con il millesimo della Serie A. Mai banale, nemmeno nella scelta dei suoi idoli: “Tifavo per Giorgio Corona da ragazzo, quando andavo in Curva a vedere il Catanzaro”, la squadra della sua città. Lì è nato e cresciuto, ha mosso i primi passi da calciatori fino ai 14 anni. Poi è arrivata la chiamata della Fiorentina. Tipo tosto Pietro, quando s’impunta è difficile fargli cambiare idea. Un esempio? Basta tornare a quest’estate, quando ha fatto di tutto per lasciare lo Spezia per abbracciare l’avventura della Serie A. Ragazzo genuino, amante della Playstation: le stories su Instagram con Amedeo stanno lì a dimostrarlo. Altri hobby? “Adoro lo sport. Amo guardare in tv partite di calcio, di basket Nba e di tennis, in particolare quelle del mio idolo Federer”.

Quando ha un attimo di tempo vola a Foggia, dove ha lasciato un pezzo di cuore e tanti amici: Sarno e Vacca su tutti. Le occasioni per una rimpatriata non mancano mai però, e nemmeno per una vacanza al mare. L’ultima? A Mykonos, proprio con i due suoi ex compagni. Al Foggia ha conosciuto anche De Zerbi, che più che un allenatore è diventato il suo padre calcistico, anche nei momenti di difficoltà, quando i gol stentavano ad arrivare: “Farà più di 30 gol, vedrete”. Non sbagliava: affetto sincero tra i due, tanto che l’immagine di Whatsapp di Iemmello li ritrae insieme. Quando non è a Sassuolo, Iemmello non perde occasione per fare un salto a Brescia o a Lumezzane, per passare un po’ di tempo con Quinto e Leonetti, altri due ex compagni diventati ormai grandi amici. Passa così il tempo tra un gol e l’altro. Il campo però rimane la sua passione principale. Lì e diventato Re a Foggia e oggi a San Siro hanno capito il perché. Tanti applausi, solo per lui. Quel bambino che esultava sugli spalti oggi è diventato grande e si è preso la scena. E’ diventato il protagonista: dallo Zaccheria a San Siro, Pietro Iemmello è di nuovo Re.

Categoria: Rassegna Stampa
Fonte: www.gianlucadimarzio.com