Foggia, avvio horror. Adesso per Stroppa la panchina scotta

Foggia, avvio horror. Adesso per Stroppa la panchina scotta

Un avvio così disastroso in B il Foggia non l’aveva proprio immaginato. Un punto in tre partite, con due 5­-1 in trasferta, a Pescara e Avellino, inframezzati dal pari interno con l’Entella, è davvero troppo poco per la squadra di Stroppa. Un’involuzione tattica che invece di migliorare e rafforzarsi, è sembrata peggiorare con chiari passi indietro sul piano del gioco e dell’atteggiamento in campo. La sconfitta del Partenio ha evidenziato tutti i limiti di Vacca e compagni. Limiti che dovranno essere superati nel più breve tempo possibile. Per il d.s. Di Bari e l’allenatore, il Foggia paga lo scotto del confronto con la nuova categoria. Una fase di rodaggio da incubo, soprattutto, per gli 11 gol subiti nei primi 270 minuti.

TIMORE – C’è grande timore tra i dirigenti rossoneri che non avevano assolutamente preventivato una situazione così precaria. Già dalla gara di Avellino avevano confidato in un cambio di rotta immediato, dopo i buoni segnali ottenuti nella sfida interna con l’Entella (1-­1). La prestazione incolore ha fatto emergere paure sconosciute a Sannella e Fares, abituati a vincere nelle ultime due stagioni Coppa Italia, campionato e Supercoppa. In questo momento l’allenatore non è in discussione, gli sarà data la possibilità di riscattarsi nella sfida di sabato con il Palermo e avrà a disposizione anche la doppia trasferta in quattro giorni di Carpi e Brescia della prossima settimana. Anche il d.s. Di Bari è convinto che sia solo una questione mentale e che la squadra allestita durante l’estate può e deve superare il momentaccio nelle prossime partite.

CONFUSIONE – Certo è che la confusione regna sovrana in casa Foggia. La strategia durante la settimana di nascondere il 3-­5-­2 mandato inizialmente ad Avellino, con una serie di allenamenti a porte chiuse blindatissimi, non ha di certo favorito il Foggia. Il ritorno al 4-­3-­3, dopo venti minuti (i peggiori dell’era Stroppa) con il risultato ormai compromesso, ha ancor più evidenziato una scelta tattica errata, rispetto alla quale l’allenatore si è assunto tutta la responsabilità. È paradossale aver costruito una rosa con cinque attaccanti esterni d’attacco di ruolo, per poi giocare con Beretta adattato per oltre 75’, con Fedato, Calderini e Floriano in panchina. L’esperimento di Gerbo adattato terzino destro in B inizia a vacillare: Genova, Pescara e Avellino sono i tre indizi che costituiscono più di una prova.

CREDITO – Il coro «meritiamo di più» dei tifosi rossoneri al Partenio, con l’assunzione della responsabilità da parte del tecnico è la fotografia dell’entusiasmo post promozione che sta scemando. La piazza è divisa tra chi difende a spada tratta Stroppa e chi contesta tecnico, direttore sportivo e campagna acquisti. La sfida interna con il Palermo sarà un’ulteriore prova d’appello che i supporter concederanno. Una delle conseguenze più deleterie di quest’avvio disastroso è proprio il patrimonio di entusiasmo, costruito con la storica promozione in B dopo 19 anni, che si va dilapidando con i risultati negativi. Uno degli aspetti che più dà fastidio alla proprietà rossonera, che aveva immaginato un approccio totalmente diverso alla nuova categoria.

Fonte: La Gazzetta dello Sport

Categoria: Rassegna stampa