Lecce, è il momento della verità: giù le carte. Foggia e Taranto, che sia la svolta. Giù le mani dal Monopoli

Lecce, è il momento della verità: giù le carte. Foggia e Taranto, che sia la svolta. Giù le mani dal Monopoli

Ripartire dalle banalità, dalle cose semplici: da una vittoria in casa contro la Paganese. Il Lecce così può prendere il volo: la vittoria in casa mancava da troppo tempo per fare nuovamente cilecca davanti ad un pubblico che dell’amore eterno ne ha fatto un vanto. Ci sta, sembra quasi dovuta, ma bisogna andare più a fondo nelle cose. Quella contro gli azzurrostellati è una vittoria che proietta il Lecce in testa alla classifica qualunque sia il risultato di Juve Stabia-Matera, e soprattutto che dà al Lecce una grandissima possibilità: andare a vincere ad  Andria, a metà dicembre laddove Juve Stabia e Matera hanno perso, vuol dire dare una dimostrazione di forza all’intero girone C. Funziona così, in questi campionati: bisogna vincere dove gli altri non vincono. Altra banalità. Può essere questo il primo step, il primo momento catartico della stagione giallorossa: ecco perché la vittoria di ieri è lo slancio verso ciò che potrebbe essere. Con un Lepore così, poi.

Vince anche il Foggia, dopo aver sudato freddo. Vince con un ghigno nel finale, senza tiki-taka e rischiando di perderla a Melfi, contro una squadra che ha una straordinaria dignità, e anche un pizzico di sfortuna. De Vena, rigore a parte, è un signor attaccante e in questo campionato lo sta dimostrando: il fato ha sorriso ai satanelli. Altra banalità, l’ennesima: vincere a Melfi può essere la svolta dell’anno. Perché, caro Foggia, hai vinto in maniera non meritata, da squadra brutta, sporca e cattiva, ma hai vinto. Ed è così che si raddrizzano i campionati. E, soprattutto, non è tardi. Per nulla.

Svolta anche il Taranto, con due vittorie di fila e la consapevolezza che questa squadra, con un paio di rinforzi, può raggiungere la salvezza. Viene fuori così la squadra rossoblù, da un incubo durato quasi tre mesi e dalla zona calda della classifica, che a Dicembre sarebbe stata un ossimoro. I problemi non sono risolti, si ripresenteranno: ma ad oggi, Taranto, saresti salvo. E allora va bene così. Va tutto bene così.

Pareggiano, invece, Andria e Virtus Francavilla, ma non tornano sulla terra: attualmente sarebbero entrambe ai play-off e la Virtus giocherebbe anche una partita in casa. E allora ben venga un pareggio che due mesi fa sarebbe stato oro, e oggi quasi lascia l’amaro in bocca. Assaporate quella sensazione amara, è quella di una nuova dimensione: la salvezza non basta più, ma ai play-off ci si arriva anche con questi punti.

Non vince, invece, il Monopoli. Che perde. E perde male, oltretutto. Non è il risultato in sé ma la mole di gioco espressa: il Matera è più forte ma sembra essersi rotto qualcosa. La squadra di Zanin se contassero solo le ultime dieci partite sarebbe in zona play-out. L’avvio straordinario attutisce un po’ queste cadute. Ieri abbiamo titolato “non c’è limite all’indecenza”, forse spingendo un po’ in là l’asticella del metodo di giudizio della squadra biancoverde. Non è un’offesa, siamo i primi a dire che attualmente, a conti fatti, anche il Monopoli ha ragione, perché sarebbe salvo. E probabilmente ci si sta rendendo conto che la squadra è costruita per salvarsi. Era un avvertimento. In buona fede, chiaramente.

Fonte: www.tuttocalciopulgia.com

Categoria: Rassegna Stampa