L’opinione: tanta presunzione, poca abnegazione

L’opinione: tanta presunzione, poca abnegazione

Il Foggia rimedia la seconda sconfitta stagionale, la prima interna dopo la debacle di Castellammare. Allo “Zaccheria”, i rossoneri perdono una partita che sembrava gi archiviata nella prima mezz’ora, alimentando i malumori di una piazza che chiede chiarezza.

Partiamo con ordine. Agnelli e compagni tornano tra le mura amiche dopo il pareggio esterno di Reggio Calabria, che già aveva fatto storcere il naso a qualcuno. Il pronostico dice che il Foggia contro la matricola laziale avrà a che fare con una partita non troppo impegnati a, considerando i diversi valori tecnici a confronto.

I favori del pronostico sembrano non essere disattesi quando Sarno su punizione si regala la sesta gioia personale e Gerbo più tardi bissa il raddoppio con un preciso e comodo tiro dal limite dell’area.

Da allora, i rossoneri calano vistosamente e inspiegabilmente sul piano fisico e psicologico e danno coraggio ad un Fondi che fin lì era risultato domo e mai pericoloso. Infatti al tramonto del primo tempo, il calo rossonero si concretizza con la rete dei laziali che accorciano le distanze e riaprono un match che sembrava già archiviato.

Nella ripresa il Foggia avrebbe le occasioni per chiudere la gara, ma a più riprese si divora reti su reti con Sarno, Maza e Sicurella in ordine cronologico. Scampato il pericolo, i ragazzi di Pocheschi si riversano in contropiede e con la seconda sortita offensiva trovano la seconda rete che vale il pareggio.

I rossoneri continuano a manifestare cali di concentrazione preoccupanti, che sfociano in instabilità tattica e confusione nella manovra. Il Fondi approfitta delle difficoltà della squadra di Stroppa e con l’ennesimo contropiede completa una rimonta che ha il sapore d’impresa per la piccola realtà laziale.

Al triplice fischio il Foggia deve fare i conti con i doverosi e scroscianti fischi dello”Zaccheria” che torna ad assaporare l’amaro gusto della sconfitta dopo più di un anno. L’ultima debacle interna risale a quel Foggia-Monopoli, dove i rossoneri uscirono sconfitti con due reti al passivo.

Stroppa deve fare i conti con una squadra che trova il vantaggio, ma puntualmente non riesce ad amministrarlo. Ciò che è balzato agli occhi, soprattutto nelle ultime due uscite è stato quel pizzico di presunzione e quella smania di specchiarsi troppo, cullandosi sulle proprie capacità. Queste vanno riconosciute alla squadra, ma occorre saperle applicare per gli interi 90′ di gioco.

Domani a Melfi, i tifosi saranno, ancora una volta, su quei gradini a dimostrare il loro amore per questi colori e in campo occorrerà una squadra che sappia soddisfarli e sappia affidarsi allo spirito di sacrificio ed abnegazione, quello che è mancato nell’ultimo mese.

Categoria: Opinione