Adicosp, Morrone: “Il campo deve essere il giudice. Sono favorevole alla ripresa dei campionati, ma solo se ci sono le condizioni. Se l’epilogo è la fine? La decisione non accontenta tutti i club!”

Adicosp, Morrone: “Il campo deve essere il giudice. Sono favorevole alla ripresa dei campionati, ma solo se ci sono le condizioni. Se l’epilogo è la fine? La decisione non accontenta tutti i club!”

Il 3 aprile si sta avvicinando e con esso il termine ultimo di scadenza per lo stop dell’attività sportiva a causa dell’emergenza COVID-19. Il Campionato di Serie D e le attività connesse dovranno riaprire i battenti, ma l’evoluzione della pandemia non è in linea con le previsioni di quel tempo del Governo. L’impossibilità di gestire il fenomeno e la messa in sicurezza degli atleti e dei vari staff, profetizza un ulteriore rinvio. A tal proposito Alfonso Morrone, presidente dell’ Associazione Italiana Direttori e Collaboratori della Gestione Sportiva, ha voluto chiarire la posizione dell’Adicosp, in Esclusiva per TuttoSerieD.

Calcio e coronavirus, quali le vostre ipotesi?

“Come Presidente Adicosp, non avendo competenze mediche, non posso fare previsioni sulla ripresa dei campionati di tutte le categorie. Ora non possiamo far altro che collaborare a rallentare al massimo la diffusione del COVID-19, rimanendo a casa. Poi se ci saranno delle possibilità, credo che bisognerà percorrere tutte le strade per far terminare i campionati, salvaguardando così la competizione sportiva affinché si possano decretare promozioni e retrocessioni. Da colloqui con le istituzioni calcistiche, credo che questa sia la politica che vogliano seguire”.

Siete favorevoli alla ripresa del campionato in Serie D?

“Ripeto ancora una volta che, più che una presa di posizione auspico la ripresa dei campionati in Serie D, perché vorrà dire che la pandemia sarà stata debellata in poco tempo e che alla fine potrà prevalere il risultato del campo. Questa è anche la linea del Comitato Interregionale ribadita dal Coordinatore Luigi Barbiero in varie occasioni. Ora però dobbiamo tifare per la squadra che sta giocando un campionato molto importante la cui rosa, fatta di tutti i medici, infermieri, operatori sanitari, Protezione Civile e forze dell’ordine, è impegnata quotidianamente a battere un avversario duro e ostico qual è il Coronavirus”.

Se non ci saranno le condizioni per ricominciare, quale potrà essere la soluzione più giusta in Serie D?

Qualora malauguratamente dovessimo arrivare a questo epilogo, certamente la LND e quindi il Presidente Cosimo Sibilia, avrà l’arduo compito di prendere decisioni che giocoforza non potranno accontentare tutti i club. Chi è al vertice rivendicherà la promozione, mentre chi sta lottando per la salvezza pretenderà la permanenza nella categoria. Detto questo, credo che tutto il movimento del calcio dilettantistico avrà bisogno di interventi dello Stato per dare più sostenibilità alle società affiliate alla Lega Nazionale Dilettanti. Nei prossimi mesi ci saranno da emanare i decreti attuativi della Legge 86/2019 dove all’art. 5 finalmente si riconosce il lavoro sportivo da inquadrare giuridicamente anche nelle Associazioni sportive dilettantistiche. Inoltre, bisognerà rivedere la Legge Melandri per rimodulare la distribuzione delle risorse che al momento avviene non in forma congrua. Ora la palla passa in mano al Governo che, su sollecitazione della LND e delle associazioni di categoria, Adicosp in primis, dovrà dare aiuti concreti al mondo dei dilettanti”.

Si ringrazia il presidente dell’Adicosp Alfonso Morrone, per la collaborazione.

Fonte: www.tuttoseried.com

Categoria: Dilettanti