Bari calcio nel caos, si dimette Biga: club vicino al fallimento. Niente soldi, siamo ai titoli di coda

Giancaspro propone di coprire i 4,5 milioni con un pagherò su se stesso, trasferendo crediti di due sue società. Ed Equitalia pignora i 28mila euro della quota dell’ex arbitro.

Alla fine si è dimesso anche Francesco Biga. L’avvocato, fedelissimo al presidente Giancaspro, avrebbe deciso di gettare la spugna rimettendo il suo mandato come consigliere di amministrazione, infliggendo un altro colpo al club biancorosso. Una decisione maturata dopo una notte di incertezze e mezze verità che ha fatto vivere una lunga notte a decine di migliaia di tifosi con il fiato sospeso. Stando così le cose, e con un cda che alla fine non avrebbe ratificato il versamento dei soldi per la ricapitalizzazione, il fallimento sembra ormai dietro l’angolo.

La storia del Bari, insomma, sembra ormai giunta ai titoli di coda dopo un lungo cda, posticipato più volte ieri a causa dell’indisponibilità di uno dei consiglieri, alla fine pare iniziato alle 22.30. I numeri c’erano, ma c’è voluta la forte sollecitazione del collegio sindacale per far avviare ugualmente la riunione. L’effettivo svolgimento del cda resta però un mistero: c’è chi dice che si sia concluso a notte inoltrata con un esito che non sembra promettere nulla di buono, c’è chi invece sostiene che sia stato sospeso di nuovo e rinviato a oggi. Insomma poche idee, ma ben confuse che dimostrano ancora una volta la fase di totale incertezza e caos in cui versa il club biancorosso.

Il nodo da sciogliere riguarda i 4,5 milioni della ricapitalizzazione sia da parte del socio di maggioranza, l’attuale presidente Cosmo Giancarlo, sia da parte di quello di minoranza, Gianluca Paparesta che ieri con un post su Facebook si è fatto ufficialmente da parte annunciando anche il disinteresse della (riferita) cordata disponibile a condividere il progetto di un nuovo Bari. Quest’ultimo ha versato 28mila euro corrispondenti al suo 0,66% ma la somma è stato oggetto di un pignoramento da parte di Equitalia. Giancaspro, invece, vuole coprire i 4,5 milioni della ricapitalizzazione conferendo crediti vantati nei confronti di società partecipate dalla sua ‘Kreare Impresa’. Al posto del denaro liquido, ha in sostanza proposto di girare un «pagherò» verso se stesso: un’offerta, a quanto sembra, ritenuta non soddisfacente sia dal collegio sindacale che anche da un pezzo del cda.

Una situazione poco chiara perché per la ricapitalizzazione e dunque per l’iscrizione al campionato, servono soldi freschi e non «magheggi di carte». Il sindaco Decaro, nella giornata di ieri, ha contattato imprenditori nel tentativo di riavviare l’esperienza e ripartire da zero. Ma l’attuale situazione di poca chiarezza e soprattutto di un socio di maggioranza che, seppur disposto a cedere una parte della maggioranza, intenderebbe conservare almeno un terzo dell’azionariato, spaventa chiunque deve mettere sul piatto i proprio soldi. Intanto le lancette dell’orologio scorrono inesorabilmente e il Bari sembra ormai avviarsi verso la rovina. La giornata decisiva dovrebbe essere oggi. Senza un versamento concreto, per il Bari si apriranno le porte del  fallimento e la ripartenza da zero, ovvero dalla serie D con il titolo nelle mani del sindaco della città. Finirebbe così un sogno, quel sogno che nell’inno del Bari ha animato intere generazioni.

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

Categoria: Serie B