CdS – De Zerbi prosciolto. Foggia da -15 a -8 punti in B

CdS – De Zerbi prosciolto. Foggia da -15 a -8 punti in B

Dopo un pomeriggio di spigolose schermaglie tra la Procura Federale e gli avvocati del club rossonero e con quella del tecnico ora al Sassuolo, la Corte d’Appello Federale ha ridotto la pena al Foggia e prosciolto il tecnico con il suo staff (Possanzini, Teresa e Marcattini) che ora potrà subito allenare il club emiliano.

Battuta su tutta la linea l’Entella che s’è vista respingere la richiesta avanzata dall’avvocato Mattia Grassani (presente in aula con il presidente della Virtus, Gozzi) di far scontare nella stagione appena conclusa i 15 punti penalizzazione e quindi di retrocedere i Satanelli di cui il sodalizio ligure confidava di poter prendere il posto in cadetteria. Invece, il ricorso come terza interessata non è stato ammesso. Significative anche le riduzioni di pena di altri tesserati coinvolti nel deferimento per illecito amministrativo. Tra gli altri, si riduce a un solo anno (dai quattro inflitti dal Tribunale Federale Nazionale in primo grado) l’inibizione di Franco Sannella, mentre il fratello Fedele si vede abbassare sensibilmente la squalifica da 5 (con preclusione) a 3 anni. Importantissima la declaratoria dell’avvocato Adriano Raffaelli che aveva difeso il dirigente rossonero anche penalmente dopo gli arresti scaturiti dall’inchiesta della DDA di Milano per riciclaggio da cui era nata poi anche la vicenda sportiva. Le accuse della Procura sono state sbriciolate citando gli interrogatori del Gip di Milano dai quali hapreso vigore tutta la linea difensiva sportiva del Foggia.

Decisivo anche l’intervento in aula dell’ex presidente Lucio Fares, che ha dimostrato come il Foggia abbia pagato, bilanci alla mano, stipendi per 19 milioni di euro nelle ultime tre stagioni della gestione Sannella e versato oneri contributimi per altri 8 milioni, «impensabile dover essere condannati per una cifra di 370 mila euro», che secondo il commercialista Foggiano ha giustificazioni alternative legittime e non può essere rubricata come emolumenti in nero a tesserati. Praticamente un successo su tutta la linea per il sodalizio rossonero che ha temuto sino all’ultimo il peggio con il procuratore Chiné che incrociava una vigorosa polemica con il difensore del tecnico bresciano, Eduardo Chiacchio in merito al famoso bigliettino su cui era stata trovata l’indicazione di 16 mila euro al mister (quale?). De Zerbi nel frattempo si era già trasferito al Palermo e aveva firmato una risoluzione consensuale con il Foggia, come ha sostenuto l’ex attaccante di Brescia e Napoli in aula, ieri, a Roma, dichiarandosi innocente. Una linea, evidentemente, condivisa dalla Corte che lo ha scagionato totalmente.

Fonte: Corriere dello Sport

Categoria: Rassegna stampa