C’era poco da stare Allegri? Due su due

C’era poco da stare Allegri? Due su due

Fantasmi, acciacchi, dubbi: via, in archivio. Allegri fa due su due, debutta allo Stadium e resta lassù. Alla faccia dei castelli senza senso, come li chiama lui. Mettendo un po’ da parte la pesante eredità di Conte, che in settimana fa rinascere l’Italia lustrando l’etichetta da vincente. Mettendo un po’ da parte anche i cerotti di Barzagli, Chiellini, Pirlo, Vidal… E Tevez? Lui c’è: sembrava out per un problema sorto mentre provava dei tiri in porta. Sembrava, invece è lì e timbra subito. Piatto forte che arriva presto, dopo gli stuzzichini delle prime battute che già facevano intravedere cose buone. Molto buone. E via anche i fastidiosi punti di domanda fomentati dalla cabala: perchè sull’altra panchina c’è Stramaccioni, uno che un bello scherzetto allo Stadium l’ha già fatto. Violandolo per la prima volta, per di più con l’Inter. Un’Inter aggressiva però, mentre quest’Udinese è messa lì: difesa alta, centrocampo basso e Juve che tiene il pallino. Che gestisce. Che attacca. Che fa la Juve. Di Natale e compagni? Non vedono mai la porta. E allora si cerca di alzare il baricentro. Niente lo stesso, però tornano i dubbi come col Chievo: palle gol su palle gol, ma di gol… Ci pensa allora Marchisio, con l’Apache questa volta in versione assist-man. Nel finale la prima anche per Morata. C’è poco da stare Allegri era battuta facile. Intanto Max fa due su due. E pensare che di solito partiva piano.

Categoria: Serie A
Fonte: gianlucadimarzio.com