Foggia: ‘Più coraggio per la riforma, il prossimo campionato saremo in C’

Foggia: ‘Più coraggio per la riforma, il prossimo campionato saremo in C’

È la settimana che potrebbe segnare il destino di questa stagione (congelata da due mesi e mezzo a causa dell’epidemia di coronavirus) e determinare il futuro del calcio italiano. La Figc e le Leghe saranno chiamate infatti, entro pochi giorni, a decidere che ne sarà dei campionati 2019/20, professionistici e dilettantistici. Le possibilità che la Serie D riprenda prima di quest’estate sono minime, se non nulle. Si dovrà, dunque, stabilire il da farsi in merito alle classifiche: promozioni, retrocessioni, eventuali ripescaggi.

La posizione del Foggia è chiara. Il presidente Roberto Felleca l’ha ribadita per l’ennesima volta, rientrato nei giorni scorsi in città per le celebrazioni del centenario e poi ripartito per la Sardegna. «Chiediamo di essere trattati con rispetto – ha affermato l’imprenditore cagliaritano -. Rispetto per gli investimenti che abbiamo fatto, per ciò che abbiamo ottenuto sul campo, per il blasone del club, storia, tradizione sportiva, stadio, bacino d’utenza e media spettatori. Abbiamo versato 500mila euro a fondo perduto per partecipare alla Serie D, il torneo è stato sospeso quando mancavano 8 giornate al termine. Siamo secondi ad 1 punto dalla prima, avremmo dovuto disputare in casa lo scontro diretto per il primo posto. Non si può non tenere conto di tutto questo. Il torneo è durato 26 turni, anziché 34, e casi come il nostro non possono essere ignorati. Il Foggia deve giocare in terza serie nella prossima stagione, a prescindere da eventuali riforme dei tornei».

Nel club rossonero, l’ipotesi di un’altra stagione in D non viene nemmeno presa in considerazione. «Non esiste – ha dichiarato Felleca -. Sarebbe un dramma, sul piano economico e morale. La pandemia ha creato difficoltà a tanti club: stadi chiusi, rinunce da parte degli sponsor. Ben venga una riforma che riduca il numero di società professionistiche. Ma va fatta subito, non fra un anno. Altrimenti il pallone rischia di sgonfiarsi da solo. Tanti presidenti
di Serie C e D sono in grossa difficoltà. Noi abbiamo speso più di molte società di Serie C. Il blasone ci ha consentito incassi maggiori di altri club, comunque non paragonabili ai costi. Con i se e i ma non si va lontano, eppure sono convinto che il campionato l’avremmo vinto sul campo, se si fosse continuato a giocare».

In casa rossonera sono settimane di riflessione e di programmazione, ma c’è anche da affrontare la spinosa contesa societaria tra Felleca e la sua socia Pintus. Querelle al momento in standby.

Raffaele Fiorella – La Gazzetta del Mezzogiorno

Categoria: Rassegna stampa