Foggia: il sindaco cerca imprenditori, i tifosi si arrabbiano

Foggia: il sindaco cerca imprenditori, i tifosi si arrabbiano

Tutti finiscono sotto accusa, Agnelli viene additato come traditore: «Ditemi ogni cosa, non di avere mollato». I messaggi di solidarietà dei compagni

Avanti piano. In attesa della manifestazione d’interesse per trovare una nuova proprietà al Foggia, il sindaco Franco Landella ha intavolato una serie di colloqui con imprenditori interessati al titolo sportivo: l’identikit? Imprenditore serio, programma ambizioso, tornare al più presto tra i prof.

Gli investimenti compiuti dall’amministrazione comunale per ristrutturare lo stadio Zaccheria negli ultimi anni sono stati mirati ad un’ipotetica stabilizzazione nel campionato di Serie B, con il sogno di poter ambire alla A. Un sogno che si è però infranto in appena 2 mesi, tra retrocessione sul campo e, poi, il disimpegno dei vertici societari.

Striscioni – Negli ultimi giorni sono apparsi in città striscioni contro la famiglia Sannella, il presidente Fares e il direttore sportivo Nember, colpevoli per la tifoseria di essere gli autori del fallimento calcistico. L’ultimo apparso la scorsa notte ha riguardato il capitano Cristian Agnelli, un cartellone esposto all’esterno dello Zaccheria con su scritto: «Agnelli traditore della patria». All’accusa il centrocampista ha voluto rispondere su Instagram: «Un uomo pazientemente innamorato è capace di accettare tutte le critiche ma traditore no – scrive -. Nello sport come nella vita si vince e si perde, ma soprattutto si impara. Complimenti…».

L’ex capitano rossonero proprio qualche giorno fa si era assunto la responsabilità di quanto accaduto sul campo, chiaramente non condividendo la mancata iscrizione al campionato e tutte le sue evoluzioni. A sostegno di Agnelli si sono schierati molti calciatori rossoneri: da Iemmello a Deli, passando per Camporese, Loiacono, Mazzeo e anche l’ex Sarno.

Lo sfogo – A Foggia sono giorni di grande confusione e di rabbia per i tifosi, che stanno elaborando il traumatico passaggio dalla Serie B all’esclusione dai campionati professionistici. La ripartenza dai Dilettanti nell’anno del centenario non è stata proprio mandata giù dai gruppi organizzati, che la scorsa notte all’esterno del comune hanno affisso uno striscione d’accusa: «Playoff a febbraio, il centenario in Serie A, solo parole e zero serietà… Direttore sportivo e società senza dignità!». Ora toccherà al sindaco Landella trovare una soluzione per mitigare la situazione, con un progetto serio che riesca a cancellare gli ultimi due mesi, forse i più bui della storia del club rossonero.

Gazzetta dello Sport

Categoria: Rassegna stampa