GdM – Festa (con multa) a Bitonto. Rabbia a Nardò e in casa Grumentum. Perplessità (è un eufemismo) a Foggia

GdM – Festa (con multa) a Bitonto. Rabbia a Nardò e in casa Grumentum. Perplessità (è un eufemismo) a Foggia

Ora, tutti ad aspettare che il Consiglio federale in programma mercoledì 3 giugno, ratifichi o modifichi il deliberato della Lega Dilettanti: le prime in classifica dei 9 gironi della Serie D promosse in C, le ultime quattro retrocesse. E qui, apriti cielo. Nardò e Grumentum non ci stanno: salentini e lucani, con la classifica cristallizzata, avrebbero dovuto giocarsi la salvezza ai dadi dei playout del Girone H. Mentre il Francavilla – altra formazione della Basilicata – sarebbe retrocessa direttamente con l’Agropoli, ultimo.

Salvatore Donadei, presidente del Nardò, non ha usato mezzi termini: «La decisione è incomprensibile. Se proprio le retrocessioni devono essere previste in un campionato in cui non si sono giocate ben 8 partite della stagione regolare oltre agli spareggi, perché non prevederne due?» Il patron del club del toro non ha dubbi: «L’Eccellenza non è contemplata per il Nardò, che resterà in Serie D». Ciro Danucci, capitano degli amaranto, ha mosso le leve del cuore e del contesto: «Non si è tenuto conto che dietro una squadra di calcio c’è una città intera». Anche a parere della Grumentum Val d’Agri ingiustizia è stata fatta. Antonio Petraglia, presidente del club potentino, è avvocato: «Non è finita qui». Annuncia che si è subito messo al lavoro per conto di un coordinamento delle retrocesse per «organizzare una risposta efficace anche in termini giuridici alla decisione della Lega Dilettanti».

La retrocessione delle squadre allenate da Foglia Manzillo e Finamore sarebbe ancor più beffarda pensando ad una classifica che, dopo la 26ª, le vede a pari merito, a quota 27, con la Nocerina. Il criterio da applicare per individuare le ultime, sarebbe la classifica avulsa. E se ci fossero stati ulteriori scontri diretti fra le tre? Invece, guarda caso, le 6 gare si sono disputate tutte, andata e ritorno con neretini a 2 punti, biancazzurri a 5, campani a 8. Resta da capire quali siano le motivazioni alla base delle quattro retrocessioni dalla D all’Eccellenza. In un primo momento è stato detto che le 36 squadre condannate consentiranno alle 36 formazioni regionali di salire nel #campionatoditalia: le 28 vincitrici dei gironi di Eccellenza più le 8 ripescate, 7 con riferimento alle vincitrici dei playoff, 1 con riferimento alla vincitrice della Coppa Italia. Invece, pare che il Consiglio di Lega presieduto da Cosimo Sibilia abbia deciso in analogia alla LegaPro, trattandosi di campionati su scala nazionale. D’altro canto, Sibilia aveva parlato, venerdì sera, di «massima accortezza, nel rispetto delle linee indicate dal Consiglio federale, consapevoli che non fosse affatto semplice» e di «lavoro scrupoloso, guidato dal principio del merito sportivo».

Per nulla d’accordo Roberto Felleca. Il presidente del Foggia, sottolineando la correttezza della decisione di non riprendere i campionati, ha invocato il «rispetto dal punto di vista sportivo: a parte il blasone indiscusso e la storia del Foggia, noi e il Palermo abbiamo presentato un conto oneroso per partecipare ad un campionato. Eravamo a un punto a ce la stavamo giocando, spero se ne tenga conto. Altrimenti – ha proseguito il numero uno del club rossonero – il danno anche economico sarebbe pesantissimo. Un altro campionato tra i dilettanti, dopo quella classifica, significherebbe una perdita milionaria».

C’è odore acre di ricorsi, dunque. Che, per fortuna, avranno un iter breve: un mese tra Comitato di garanzia, Tar e Consiglio di Stato. L’unica decisione apprezzata all’unanimità riguarda la Coppa Italia: la finalissima dell’edizione 2019/2020 si giocherà prima dell’inizio della nuova stagione. Il Fasano sarà il primo a scendere in campo nel calcio post-covid-19. Contro chi? Sanremese o Caratese? Gli esami, anche per il calcio, non finiscono mai.

Anche se qualcuno spera nella mossa del cavallo. La riforma dei campionati. Il Governo ha dato di fatto mano libera. Sarà in grado la governance del pallone italico di approfittarne?

La Gazzetta del Mezzogiorno

Categoria: Rassegna stampa