L’opinione: dall’illusione alla delusione

L’opinione: dall’illusione alla delusione

È bastato poco più di un minuto per varcare quella linea sottile tra illusione e delusione. Così potrebbe essere riassunto ai minimi termini il big match della trentaduesima giornata di Lega Pro tra Foggia e Juve Stabia. Un pareggio, che al triplice fischio finale si divide tra i malumori di una squadra, quella rossonera che ormai vede ridursi al lumicino le proprie ambizioni play-off e gli entusiasmi delle vespe che escono indenne dallo “Zaccheria” conservando la terza piazza del torneo.

Foggia assoluto padrone del campo sin dalle prime battute di gioco, ma Iemmello nelle più ghiotte occasioni rossonere dimentica di essere il più prolifico finalizzatore rossonero e in entrambe le circostanze si fa ipnotizzare da un attento Pisseri. La Juve Stabia è succube delle continue sortite rossonere e a privarci e anche Sarno, ma la sua punizione dal limite si stampa sul l’incarico dei pali, prima di terminare sul fondo.

Nella ripresa gli stabiesi continuano ad essere spettatori non paganti di un monologo rossonero che non trova concretezza nei suoi interpreti. De Zerbi richiama un opaco Cavallaro e getta nella mischia lo spagnolo Maza che pochi giri di orologio più tardi, con una magistrale punizione, batte Pisseri e fa esultare il tecnico bresciano e l’intero “Zaccheria”.

I campani sembrano essere alle corde, come un pugile pronto ad incassare il colpo del ko, ma su un innocuo cross proveniente dalla sinistra, Narciso e Potenza non si intendono, con quest’ultimo che con un goffo colpo di testa insacca nella propria rete, regalando ai gialloblù un insperato pareggio.

I rossoneri, nonostante la doccia gelata, non si disuniscono e provano a più riprese a violare per la seconda volta la porta stabiese, incontrando sulla propria strada una buona dose di sfortuna che al termine della gara lascia tanto amaro in bocca e vede la zona play-off allontanarsi.

Quella di domenica è stata una partita affrontata con la giusta cattiveria agonistica, dettando il proprio gioco e impedendo, letteralmente, alla Juve Stabia di imporre il suo. Ma il Foggia, al di là della cattiva sorte, deve recriminare per le molteplici occasioni sciupate, capitate sui piedi del suo bomber che fin qui aveva siglato 13 reti ed oggi si è rivelato poco freddo e concreto in una sfida in cui i rossoneri si giocavano una buona fetta di play-off.

Mancano sei gare al termine della regular season, in programma ci sono ancora caldi scontri diretti da affrontare e la matematica ad oggi non condanna definitivamente De Zerbi e i suoi ragazzi. Giovedì a Matera, nel match pre pasquale, forse, il Foggia va incontro alla sua vera ‘ultima spiaggia’ che potrebbe riaccendere o spegnere del tutto i sogni di gloria.

Categoria: Opinione