Am’arrcord: Angelo Domenghini

Am’arrcord: Angelo Domenghini

Molti di noi sono rimasti stupiti dalla scelta di quest’estate di un grande campione come Franck Ribery che sceglie di chiudere una strepitosa carriera in una piazza del Sud Italia, calorosa senza dubbio, ma che di certo non ha le stesse ambizioni delle grandi del nostro calcio. In questa puntata di Am’arrcord vogliamo tornare indietro nel tempo di oltre 40 anni quando uno dei più grandi calciatori della storia italiana scelse Foggia ed il Foggia per dare ancora spazio al proprio estro: Angelo Domenghini.

In quale Foggia arrivò Domenghini nell’autunno nel 1976? I rossoneri guidati da Balestri, secondo di Maldini in Serie B quando gli subentrò alla ventesima giornata, avevano appena compiuto il salto di categoria raggiungendo giungendo terzi per la classifica avulsa a 45 punti a pari merito con Genoa e Catanzaro, trascinati soprattutto dalle 8 reti di Bordon. Il presidente Antonio Fesce ha intenzione di regalare una squadra di tutto rispetto alla tifoseria rossonera, per centrare l’obiettivo salvezza che resta sempre quello primario per una società come il Foggia e sceglie di mettere in panchina Hector Puricelli, italo-uruguaiano che tanto fa parlare di se per il gioco espresso dalle sue squadre.

I Satanelli alla riapertura delle liste cedono il centrocampista Lodetti (ex grande calciatore del Milan) al Novara ed intendono rimpiazzarlo con un altro protagonista degli Europei vinti nel 1968 dalla nazionale e puntano tutto appunto su Angelo Domenighini, scatenando l’entusiasmo del popolo rossonero.

Ma chi è Angelo Domenghini? Nato a Lallio in provincia di Bergamo il 25 agosto del 1941, ala in possesso di una velocità spiccata che abbinata alla grande tecnica risultava devastante, Domenighini si mette in mostra subito nell’Atalanta, squadra che lo alleva sin dal settore giovanile e che lui ripagherà segnando una tripletta nella finale di Coppa Italia che gli orobici vincono nel 1963 contro il Torino. Su di lui mette gli occhi la “Grande Inter” di Helenio Herrera e di Angelo Moratti facendolo diventare uno dei giocatori più apprezzati del panorama nazionale. Il “Mago” decide anche di cambiargli posizione, facendolo giocare come “falso nueve” per usare un termine contemporaneo,  per far coesistere grandi individualità come Domenghini appunto, Jair, Mazzola e Suarez. Segnerà 54 reti in 164 partite e metterà nella sua bacheca personale tutti i trofei di squadra che un calciatore desidera: due scudetti, una Coppa dei Campioni e due Coppe Intercontinentali. Viene inserito nell’operazione che l’Inter imbastisce con il Cagliari per il trasferimento di Boninsegna in nerazzurro e Domenghini finisce nell’Isola sarda, dove scriverà una delle pagine più romantiche del nostro calcio, vincendo lo storico scudetto del 1970 insieme ad uno strepitoso Gigi Riva e giocando da protagonista i Mondiali del 1970 in Messico, dove arriverà secondo con la nazionale italiana sconfitta in finale dal Brasile.

Dopo le esperienze a Roma e Verona, Domenghini sceglie Foggia come ultima tappa in Serie A della sua carriera. Farà il suo esordio allo stadio Zaccheria il 24 ottobre del 1976 in un Foggia-Juventus, finito 1-0 per i bianconeri con un gol di Bettega al ’74, con i ragazzi di Puricelli che scesero in campo con questo undici: Memo, Sali, Pirazzini, Colla, Bruschini, Bergamaschi, Scala, Del Neri, Ulivieri, Domenghini, Bordon mentre i bianconeri risposero con Zoff, Spinosi, Cuccureddu, Scirea, Gentile, Marchetti, Benetti, Tardelli, Boninsegna, Bettega, Causio, agli ordini di mister Trapattoni.

Domenghini indosserà 17 volte in Serie A la maglia del Foggia, segnando 4 reti (a Napoli, Genoa, Catanzaro e Verona) e contribuendo all’ottimo 13 posto dei rossoneri che valse la salvezza e la permanenza in Serie A per un altro anno alla società del presidente Fesce che di li a poco sarebbe sprofondata in Serie C nel giro di due stagioni. Il calciatore concluse la sua carriera ad Olbia e Trento in Serie C prima di iniziare una carriera da allenatore che non gli avrebbe riservato le stesse soddisfazioni di quella da calciatore.

Questa la storia di Angelo Domenghini, un grandissimo campione che onorò tutta la Foggia calcistica.

Tullio Imperatrice

Categoria: Am'arrcord