Bari-Foggia e quel derby da sfavoriti

Bari-Foggia e quel derby da sfavoriti

Bari-Foggia, una rivalità storica che travalica il calcio e che penetra in tutti gli strati della società e che fermerà probabilmente per quasi 2 ore entrambe le città. Bari e Foggia si sono scontrati per la prima volta nel 1923, con il Bari Liberty che battè il Foggia per 2-0. Da Ciccio Baiano e Maurizio Iorio, da Nello Saltutti a Carlo Bresciani, fino a Benedetto Benedetti e Paolo Erba (capocannoniere del “Derby d’Apulia” con 5 reti all’attivo), senza scordare gli ultimi due “match winner” Curcio e Cianci, sono stati tanti i protagonisti che hanno segnato con il proprio nome uno dei derby più sentiti nel panorama calcistico nazionale.

La nostra puntata di “Am’arrcord” di oggi si vuole soffermare su un Derby tra Bari e Foggia che per forza delle rose e per pronostici finali sembra trovare molte similitudini con quello che ci apprestiamo a vivere nel secondo turno di questi playoff: quello relativo alla stagione 1996-97, giocato al “San Nicola” il 19 gennaio 1997. Due squadre completamente agli antipodi per obiettivi e per struttura societaria.

Il Bari è reduce dalla retrocessione nell’anno precedente e nel corso del mercato estivo ha perso Igor Protti, Gerson, Abel Xavier e Kenneth Andersson, rimpolpando la rosa con giovani di belle speranze come Marco di Vaio e Francesco Flachi e uomini d’esperienza come Garzya e Thomas Doll, che conquista i gradi di capitano. In panchina nonostante la retrocessione dell’anno prima viene confermato Eugenio Fascetti, che punta soprattutto sui gol di Nicola Ventola, prodotto del vivaio biancorosso ed esploso definitivamente in quella stagione.

Il Foggia invece vive ancora “alla giornata”, lasciando allo sbando societario dopo le vicissitudini giudiziarie di qualche anno prima di Pasquale Casillo che ha lasciato la società rossonera in mano al tribunale ed in quel momento a Domenico Buonomo, ottimo giudice ma assolutamente privo di competenze calcistiche. A tenere vivo il Foggia dall’anno precedente è arrivato in panchina un uomo di valore assoluto, sportivo ed umano, come Tarcisio Burgnich, che l’anno prima ha salvato la squadra dopo averla ereditata da Delio Rossi ed ha inserito in rosa giocatori di grande talento ma privi di esperienza come David Di Michele, Andrea Zanchetta e Vincenzo Chianese o provenienti dalle serie inferiori come Roberto Colacone, Vincenzo Matrone e Federico Bettoni, affiancandoli a chi era già nella rosa rossonera nell’ultimo anno di Serie A come Joseph Dayo Oshadogan e Franco Mancini, vero catalizzatore del gruppo rossonero.

Il Bari arriva a quella penultima giornata del girone di andata da imbattuto, con 29 punti, frutto di 11 pareggi e 6 vittorie ed è determinato a risalire in serie A, nonostante l’ambiente barese sia un po’ sfiduciato dalla gestione del presidente Matarrese. Il Foggia arriva con 20 punti e viene dato per spacciato in un Derby sulla carta senza storia, vista anche la posizione tranquilla di classifica dei rossoneri.

Questi gli 11 del Bari di Fascetti: Fontana, Montanari, Ripa, Sala, Annoni, Giorgetti, Volpi, Ingesson, Doll, Di Vaio, Guerrero. Questi gli 11 del Foggia di Burgnich: Mancini, Englaro, Matrone, Tangorra, Monaco, Bianco, Zanchetta, Brescia, Axeldal, Tedesco, Di Michele.

La partita inizia per quelli che sono i pronostici: Bari padrone del campo con Ingesson padrone assoluto della partita, che si sblocca al 4’ con Marco di Vaio che supera con una serpentina i centrali foggiani ed insacca un incolpevole Mancini. Sembra tutto facile per i “galletti”: Di Vaio e Giorgetti sono devastanti a destra e l’arbitro Stefano Farina di Novi Ligure annulla il 2-0 di Ingesson per fuorigioco su tiro errato di Guerrero. Il Bari domina ma il Foggia non dispiace per corsa e carattere, con David Di Michele molto mobile sul fronte offensivo.

Inizia la ripresa e la musica cambia: il Foggia sta nettamente meglio fisicamente del Bari che ha un netto calo fisico e subisce le prime avvisaglie di pericolo con due occasioni di Zanchetta e Di Michele. Il pareggio arriva al minuto ’58: punizione da posizione centrale dai 25 metri, Matrone calcia, deviazione della barriera che non lascia scampo ad un incolpevole Fontana. Il Foggia continua ad attaccare ed al ’66 arriva il vantaggio: Di Michele scatta sul filo del fuorigioco, supera il dribbling Fontana e calcio verso la porta, tentativo disperato di Ripa che colpisce il pallone ma lo insacca nella propria porta. Apoteosi nel settore ospiti rossonero che non crede ai propri occhi ed incita quella terribile manda di “monelli” a non demordere e portare a casa i tre punti.

Burgnich negli spogliatoi è raggiante mentre Fascetti diserta le interviste indispettito dalla contestazione monta da parte dei tifosi biancorossi. Il ritorno si giocherà allo Zaccheria alla penultima giornata, finirà 1-1 con i gol di Ventola e Colacone, arbitro Pierluigi Collina, con il Bari che a fine stagione arriverà quarto e raggiungerà la promozione in Serie A mentre il Foggia chiuderà undicesimo una stagione decisamente al di sopra delle aspettative.

Bari-Foggia e quel derby che i rossoneri vinsero da sfavoriti e chissà che la storia non possa ripetersi…

Tullio Imperatrice

Categoria: Am'arrcord