Il Profeta di Praga e l’esordio amaro nel 1986/87

Il Profeta di Praga e l’esordio amaro nel 1986/87

Zeman ha “bagnato” il suo quarto esordio sulla panchina rossonera in quel di Viterbo contro la matricola Monterosi Tuscia, facendo storcere (secondo me ingiustificatamente) il naso a qualche tifoso che si aspettava una vittoria facile contro una squadra priva di storia calcistica di rilievo. La partita dei rossoneri, così come quelle ad esempio di Avellino e Bari, ha dimostrato ancora una volta come la Serie C sia sempre, e da sempre, un campionato molto livellato e che non prevede partite semplici, indipendentemente da quello che recita la classifica o il blasone del club.

Ma quanti di voi ricordano come terminò il primo esordio del tecnico boemo sulla panchina rossonera? Correva l’anno 1986 e Zeman, reduce dalle splendide stagioni in Sicilia alla guida del Licata (con la quale conquisterà anche una storica promozione in Serie C1 al termine della stagione 1984/85, viene chiamato dal compianto patron Pasquale Casillo alla guida del sodalizio rossonero, da poco passato nelle mani del “Re del Grano” e della sua famiglia.

E’ un Foggia reduce dal settimo posto dell’anno precedente che ha visto alternarsi il panchina Giovan Battista Fabbri e Corrado Viciani, con Gabriele Messina con 14 reti come miglior marcatore. Nel ritiro precampionato si inizia ad intravedere quello che è il carico di lavoro a cui viene sottoposto il gruppo dallo staff del tecnico e la piazza aspetta con ansia l’esordio in campionato che avviene il 21 settembre del 1986 allo stadio Pino Zaccheria contro il Sorrento.

Questo l’11 schierato in campo da Zeman con il 4-3-3 che probabilmente solo lui attuava in quella maniera così spregiudicata a spettacolare: Ciucci, Codispoti, De Marco, Armenise, Abbate, Pidone, Baldini, Rossi, Silvestri, Grande, Fratena. Il pubblico dello Zaccheria fatica ad entrare nell’ottica visionaria del tecnico boemo, soprattutto al termine di questo amaro esordio che vedrà i Satanelli soccombere per 1-0 contro i costieri a seguito del gol di Balistrieri al decimo del primo tempo.

Nella rosa del Foggia di quella stagione ci saranno giocatori che comunque lasceranno il segno nella centenaria storia rossonera come Maurizio Codispoti, che arriverà a calcare anche i campi di Serie A sempre con Zeman al timone, Delio Rossi, attaccante in quella stagione da calciatore e diventato poi tecnico di successo provando ad emulare il calcio del suo “maestro”, Carlo Ricchetti, talento di casa nostra scoperto nei campi di periferia della città dal compianto Vittorio Eronia, ed anche Vincenzo Cangelosi, secondo portiere in quella stagione poi diventato fido “secondo” del tecnico di Praga.

La stagione del Foggia si chiuse con un onorevole ottavo posto che però non garantì a Zeman la conferma sulla panchina dei “Diavoli del Sud”, con il patron Casillo che decise di virare su Marchioro per la stagione successiva; nessuno dei due poteva aspettarsi che solo due anni dopo il sodalizio si ricompose e nacque l’epopea di “Zemanlandia”.

Tullio Imperatrice 

Categoria: Am'arrcord