Playoff story: Caraccio e quel gol salvezza

Playoff story: Caraccio e quel gol salvezza

Come ben sappiamo nella storia del Foggia i ricordi tra play off e play out sono stati conditi sempre da sconfitte dolorosi e da illusioni ancora più cocenti quando l’obbiettivo, soprattutto in chiave  promozione, sembrava quasi di poterlo toccare e poi, come per magia, svaniva; tranne in un caso, esattamente in una calda domenica di fine maggio, quando in uno spareggio play out contro uno sconosciuto paesino degli Abruzzi arrivò un attaccante argentino amico di Leo Messi a salvare il Foggia dal baratro della Serie D. In questa puntata di “Am’arrcord” vogliamo proprio tornare indietro alla stagione 2009-2010 e al percorso che portò a quella “drammatica” partita dei play out.

Il Foggia parte in estate dopo la delusione subita ai play off nella doppia semifinale persa contro il Benevento e la società, dopo ben tre spareggi promozione falliti, decide di attuare una decisa riduzione delle spese sia dal punto di vista tecnico che dal punto di vista della rosa a disposizione. Via i vari Bremec, Lisuzzo, Rinaldi, Zanetti, Coletti, Mancino e Del Core e spazio a giovani di belle speranze come Bindi, Torta, Colomba, Velardi, Trezzi, Ferrari e Franco Caraccio. La panchina viene affidata a Fabio Pecchia, capitano dei rossoneri fino alla stagione precedente, nonostante fosse ancora  sprovvisto del patentino necessario ad allenare in Serie C; la società rossonera ovvia a questo problema affianco all’ex centrocampista anche di Juventus e Napoli un secondo provvisto di tale attestazione: Antonio Porta.

Il Foggia nelle prime uscite stagionali non sfigura, passando anche un turno di Coppa Italia battendo la Viterbese per 3-1 (doppietta di Germinale che verrà poi ceduto nell’ultimo giorno di mercato ed autogol di Lustrissimi) ed un immeritata eliminazione nel turno successivo contro la Triestina ai supplementari. Anche l’inizio in campionato non sembra far presagire un campionato di sofferenza ed arrivano belle soddisfazioni come il derby vinto contro l’Andria in trasferta con un gol di Trezzi o la fantastica tripletta di Mario Salgado in un pirotecnico 4-3 in trasferta contro la Reggiana. In questo caso probabilmente la società si illude di poter comunque raggiungere una posizione più importante rispetto ad una salvezza tranquilla e dopo 3 pareggi a reti inviolate contro Pescara, Cavese e Spal viene esonerato il tandem Porta e Pecchia per chiamare il più navigato Guido Ugolotti.

Il punto di svolta della stagione rossonera è però la cessione del giocatore simbolo del Foggia in quella stagione ed uno dei più amati della storia recente rossonera: Mario Antonio Jimenez Salgado, per tutti semplicemente “El Pescador”, ceduto in comproprietà al Torino per una cifra che si aggira intorno ai 220.000€.

La cessione di Salgado e il cambio di guida tecnica peseranno pesantemente nella seconda parte di stagione del Foggia che crollerà in classifica, complici anche i fallimentari acquisti di giocatori che dovevano sostituire il “Pescador” come Ceccarelli, Morini, Desideri e Millesi, che ha comunque il merito di segnare un gol decisivo contro il Pescara alla terzultima giornata che costerà la promozione diretta agli abruzzesi in favore del Portogruaro, squadra allenata da Calori e trascinata dai gol di Riccardo Bocalon, autore del gol promozione a 10 minuti dalla fine del match decisivo all’ultima giornata contro l’Hellas Verona in un  Bentegodi gremito di 30.000 spettatori.

Il Foggia si condanna a disputare i play out con la clamorosa sconfitta in casa all’ultima giornata contro la SPAL, senza nessun obiettivo da raggiungere e con una squadra rimaneggiata, che vince allo Zaccheria per 3-0 con gol di Meloni, Cipriani e Migliorini. I play out non destano preoccupazione visto che a contendere la salvezza ai rossoneri c’è la Cenerentola del girone, il Pescina Valle del Giovenco, squadra alla prima stagione in Lega Pro che sembra condannata a retrocedere senza creare particolare problemi al Foggia, nonostante ottimi elementi in rosa come l’ex Juventus Alessandro Birindelli, l’ex Inter e Lazio Cesar, Maicol Negro e Stefano Dall’Acqua, bomber mancato nella rosa del Foggia 2006-2007.

La gara d’andata ad Avezzano sembra confermare questa tesi ed il Foggia vince per 2-1 la gara con le reti di Mancino e Millesi ma il gol di Rebecchi tiene vivi gli abruzzesi per la gara di ritorno, anche se lo Zac si appresta ad affrontare una gara di ritorno senza particolari patemi d’animo.

E’ il 30 maggio 2010, ore 16.00 e lo Zaccheria risponde comunque “presente” alla chiamata della società che vuole la città vicina in una gara così importante per la storia del Foggia. Il Pescina scende in campo con: Bifulco, Locatelli, Petitto, Birindelli, Cesar, Giordano, De Angelis, Capparella, Cipolla, Dall’Acqua, Rebecchi. Il Foggia di Ugolotti risponde con: Milan, Carbone, Burzigotti, Di Dio, Micco, Agnelli, Desideri, Colomba, Mancino, Millesi, Ceccarelli.

Dopo una fase di studio, il Pescina riapre completamente il discorso salvezza: Cipolla batte un angolo dalla destra della porta di Milan, Dall’Acqua sfiora di testa ed insacca alle spalle del portiere rossonero. Mancino e Ceccarelli ad inizio ripresa sfiorano il pareggio ma un disastro dell’estremo difensore rossonero a metà ripresa spalanca le porte a Cipolla che firma il 2-0 e la momentanea retrocessione in Serie D dei Satanelli. Il clima allo Zaccheria è incandescente ed i tifosi, scossi dalla paura, invadono il campo ed il direttore di gara sospende la gara.

Il destino sembra segnato ma l’eroe di stagione è uno sconosciuto attaccante argentino che fino a quel momento non aveva segnato neanche un gol il maglia rossonera ed era subentrato in quella gara a 20 minuti dal termine al posto di Colomba; Franco Caraccio svetta di testa su un cross di Ceccarelli ed a pochi secondi dal baratro fa esplodere lo Zaccheria in un urlo liberatorio che scaccia tutte le paure e salva la Serie C. Negli spogliatoi il “puntero” argentino, che a fine stagione lascerà comunque il Foggia, scopre che proprio mentre segnava uno dei gol più importanti della nostra storia recente, il padre volava in cielo lasciando in Franco un dolore incredibile in una giornata che per lui doveva essere di gloria.

Tullio Imperatrice

Categoria: Am'arrcord