Quando dire “benvenuti all’inferno” diventa realtà

Quando dire “benvenuti all’inferno” diventa realtà

“Se non fossi diventato un cantante sarei stato un calciatore…o un rivoluzionario. Il calcio significa libertà, creatività, significa dare libero corso alla propria ispirazione”. Queste parole di Bob Marley lette lentamente racchiudono quello che è avvenuto nelle ultime ore.

Il calcio si è trasformato in un mezzo per “fare la rivoluzione”. Gli ultras del Foggia in tante occasioni hanno dimostrato di essere un passo avanti a tutti. Cito le prime due iniziative che come un treno scorrono veloci davanti ai miei occhi: il lancio di peluche dalle curve e le svariate donazioni presso il Policlinico Riuniti di Foggia. Tutto nato in modo volontario.

Nei giorni scorsi prima la Curva Nord e poi la Curva Sud hanno esposto striscioni polemici, invitando l’attuale società rossonera a fare i bagagli per salpare direzione Sardegna. Oggi qualcosa di inedito va in scena: solito striscione lungo quasi come un corridoio, mascherina al volto e distanziamento sociale nel pieno rispetto delle norme anti-Covid. Sembra di ritornare tra i banchi di scuola, quando un corteo era il gesto rivoluzionario per eccellenza. Davanti lo Zaccheria va in atto un vero e proprio mini-sciopero del tifo.

Ma non finisce qui, passa poco tempo ed in giro per la provincia, in contemporanea, vengono affissi striscioni che tuonano: “La provincia mai vi sosterrà. Via da Foggia penosa società”. Vico del Gargano, San Severo, Rodi Garganico, Troia, Ischitella, Lucera, Lesina, Sannicandro, Apricena, San Marco in Lamis, San Giovanni Rotondo e Deliceto, i gruppi ultras della provincia si uniscono e sostengono tutti insieme lo stesso motto, cancellando distanze e confini, abbattendo monti, fiumi e laghi.

Se non fosse per il calcio giocato (l’unico vero mezzo di riscatto da parte dell’attuale società) il rapporto tra la piazza e quella parte di tifoseria potrebbe definirsi rotto per sempre, come un vaso di porcellana andato in frantumi. Ma se c’è chi appoggia il comportamento della tifoseria organizzata, c’è anche chi non lo condivide. Qualcuno magari avrebbe voluto vedere una protesta così vibrante anche in altre circostanze, quando al comando c’erano altri protagonisti. Ma forse è vera una cosa: “Il tempo insegna”, ed anche gli ultras imparano a gestire le proprie emozioni. Forse una contestazione simile avrebbe fatto riflettere tanto anche in passato, e chissà, determinate situazioni potevano non verificarsi.

Fatto sta che per numero di abitanti Foggia è la ventisettesima provincia più grande d’Italia, mentre per densità sale sul podio ricoprendo il terzo posto. In 100 anni dall’esistenza del club rossonero, non è mai stata organizzata una manifestazione simile. I tempi passano, i modi cambiano.

Il campionato del Foggia è iniziato da qualche settimana ma di formazioni, convocati, gol e spirito calcistico c’è ben poco nell’aria. Mai come ora, l’ambiente rossonero per chi è al comando sembra essere davvero un inferno…

Daniel Miulli