Ronaldo: “Amerò sempre l’Inter. Speriamo di vincere qualcosa quest’anno”

Ronaldo: “Amerò sempre l’Inter. Speriamo di vincere qualcosa quest’anno”

In collegamento al Festival dello Sport di Trento, organizzato dalla Gazzetta dello Sport, Ronaldo Luís Nazário de Lima, grande idolo degli amanti del calcio ma sopratutto del popolo nerazzurro, uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi si è lasciato andare a grandi ricordi nerazzurri: “Quell’Inter era una grandissima squadra, oltre a Bobo c’era Seedorf e tanti altri grandi giocatori. Vieri mi piaceva tantissimo come giocatore, peccato per l’infortunio che ci ha impedito di giocare insieme per tanto. Sapeva giocare con i compagni, sapeva fare uno due, per me era perfetto. Vieri che a Madrid vinceva le Ferrari con i suoi gol? Io sono troppo buono, a Moratti non l’ho mai chiesta. Chissà quante Ferrari ho perso… In Italia, quando sono arrivato all’Inter non è stato facile con i giornalisti, soprattutto per il problema della lingua. Dopo sei mesi, però, ho iniziato a parlare italiano e i rapporti sono migliorati. Dico sempre che dopo il mio primo anno all’Inter c’era un grande entusiasmo, portavamo alla gente la speranza di fare belle cose e loro erano con noi. Quest’anno c’è grande entusiasmo per l’Inter, speriamo di vincere qualcosa“.

GLI INFORTUNI – “Contro la Lazio mi sono subito reso conto che il ginocchio stava cedendo. Mi tenevo la rotula che tendeva ad andare su verso la coscia – racconta Ronaldo -. Era un infortunio raro, nel calcio non era ancora accaduto. Non c’era molta informazione su questo infortunio. I primi dieci giorni sono stati di buio totale e tanta tristezza. Ho dovuto trovare dentro di me tutto l’amore per il calcio, un amore che non sapevo nemmeno di avere. E’ stata lunghissima, non ho mai mollato un giorno di fisioterapia, sperando sempre di tornare a giocare. Credo che i metodi di allenamento di prima mi abbiano condizionato, mi facevano allenare con esercizi che consideravo inutili, avevo bisogno di altre cose“.

5 MAGGIO –  “Ci ho pensato tante volte. Credo che siamo entrati in campo troppo convinti di vincere. In quella settimana si parlava troppo dell’acquisto di Nesta, che sembrava fatto e che forse non avrebbe giocato. Ci ha distratto. Poi, penso Cuper abbia sbagliato la formazione, mettendo un giocatore di troppo a centrocampo. Dopo, si sono messi in mezzo anche gli errori individuali. Una delle più grandi delusioni della mia vita“.

ADDIO ALL’INTER – “Non sarei mai voluto andare via dall’Inter, sentivo che era casa mia per tutta la vita, amavo e amo ancora oggi questa squadra. Non mi era mai successo di andare da un presidente e chiedere la testa di un allenatore, non era giusto, non per i miei valori. Ma siamo arrivati a un punto che non ce la facevo più con Cuper. Non si comportava bene. Non so se con lo Scudetto avrei cambiato idea. Ero convinto che Moratti lo avrebbe mandato via, è stata una brutta sorpresa. In quel momento, orgoglioso, ho deciso di andare via. La città che mi amava, all’improvviso mi odiava, dovevo essere protetto dalla polizia. E’ stata dura. Voglio un bene dell’anima a Moratti, per me è stato come un padre, siamo arrivati alla conclusione che abbiamo sbagliato entrambi“, conclude Ronaldo.

Gazzetta dello Sport

Categoria: Serie A