Antonino Cardinale a FCM: “È stato un onore vestire i colori rossoneri. Sono un tifoso del Foggia”

Antonino Cardinale a FCM: “È stato un onore vestire i colori rossoneri. Sono un tifoso del Foggia”

Ospite di questa settimana di “Am’arrcord” è Antonino Cardinale, indimenticato centrocampista del Foggia nella stagione 2006/2007 e nella prima parte della stagione 2007/2008. Con i rossoneri Antonino Cardinale ha collezionato 43 presenze tra campionato e Playoff, condite da sei reti e tre assist. Dotato di una tecnica fuori dal comune per la categoria, il mediano palermitano di nascita arrivò a Foggia nel mercato estivo del 2006 dalla Salernitana insieme ad altri calciatori che avrebbero fatto molto bene in quella stagione come Shala, Princivalli e Ignoffo.

Benvenuto nella nostra rubrica “Am’arrcord” signor Cardinale. E’ davvero un piacere averla come nostro ospite. Entro subito nel vivo della nostra chiacchierata. Come valuta la sua esperienza a Foggia dal punto di vista calcistico e umano?

Innanzitutto grazie per l’invito. Senza nessun tipo di retorica, io ho un ricordo stupendo di Foggia e dei foggiani. Con mia moglie ricordiamo spesso il periodo di Foggia, una città in cui mi sono trovato benissimo e si è trovata benissimo la mia famiglia. Dal punto di vista calcistico è stato un onore vestire i colori rossoneri, nonostante su di me prima del trasferimento a Pescara siano state fatte tante chiacchiere prive di fondamento. Vi assicuro che per rimanere a Foggia avrei fatto di tutto, anche fare rinunce economiche, perché mi sono sentito subito legato ad una piazza che ha poco a che fare anche con la Lega Pro e merita palcoscenici ben più importanti.

A lei mi lega un ricordo particolare. Nel gennaio del 2004 lei venne a giocare a Foggia con la maglia dell’Acireale e si rese protagonista di una giocata davvero sublime che consentì ad un suo compagno di squadra di andare in gol e lo stadio Zaccheria le tributò lo stesso trattamento avuto da Cristiano Ronaldo a Torino anni dopo con la maglia del Real Madrid. Se lo ricorda?

Assolutamente si. Proprio in quell’occasione mi resi ancora di più conto di quanto Foggia fosse una piazza diversa dalle altre, capace di apprezzare la bellezza del gesto tecnico anche se compiuto da un giocatore avversario. Quel ricordo senza dubbio incise nella mia scelta di accettare Foggia in seguito ed i tifosi si ricordavano di me soprattutto per quella giocata.D’altronde avete avuto grandi maestri di calcio che hanno saputo farvi apprezzare il bel gioco.

Lei ha giocato in altre grandi piazze come Catania, Salerno, Avellino e la sua Palermo. Cosa ha di diverso Foggia?

Foggia vive 24 ore al giorno e 7 giorni su 7 per la propria squadra di calcio. Eravamo seguiti da 1000 tifosi in tutte le trasferte, avevamo agli allenamenti gli stessi spettatori che alcune squadre avevano la domenica allo stadio e se penso alle settimane dei play off ricordo con emozione cosa è stata capace di farci vivere la tifoseria foggiana e la città di Foggia, nonostante il finale non fu quello che tutti noi speravamo.

Arriviamo a quei famosi play off. Cosa ricorda della doppia semifinale con la Cavese?

Ho due ricordi nitidi di quella doppia semifinale. La rimonta in casa con i tifosi che ci trascinavano a cercare la rete; una sensazione davvero unica nella mia carriera. Della semifinale di ritorno ricordo l’alternarsi delle emozioni; provammo a fare harakiri andando sotto di 3 gol ma fortunatamente ci salvò Mastronunzio al ’95.

Ora le note dolenti. La finale di Avellino, 17 giugno 2007

Una delusione infinita, soprattutto perché ormai neanche l’Avellino ci credeva più. Senza dubbio anche la tensione ci giocò un brutto scherzo in quei minuti finali; basti pensare che io mi accorsi che eravamo in superiorità numerica per l’espulsione di Ametrano solo la notte successiva quando, da masochista, rividi tutta la partita.

Se fosse salita in serie B quella squadra cosa avrebbe potuto fare?

Difficile dirlo anche se dal punto di vista dell’organico eravamo un gruppo davvero ben costruito, un gruppo fatto di uomini veri e con grandi qualità dal punto di vista calcistico. Secondo me puntellata in qualche elemento, eravamo in grado di conquistare una salvezza tranquilla anche in B. E’ uno dei più grandi rimpianti della mia carriera quel finale di stagione.

Poi arrivò l’addio a metà della stagione successiva con Sasà Campilongo in panchina. Cosa portò a quell’addio?

Furono una serie di fattori. Di sicuro qualche diverbio con Campilongo, nonostante io fossi stato uno di quelli che aveva favorito il suo arrivo a Foggia, avendolo avuto come compagno di squadra a Palermo. Poi da parte della società di allora non ci fu la volontà di rinnovare in mio contratto in scadenza ed arrivò l’offerta del Pescara che mi offriva un triennale. In più ci fu qualche mio comportamento sbagliato che non nego e che probabilmente scaturì dalla tensione che avvertivo nel corso delle settimane. Lo feci con grande rammarico perché io a Foggia stavo benissimo; basti pensare che la mia famiglia rimase a Foggia anche dopo che io andai a Pescara.

Sta seguendo il Foggia in questa stagione?

Lo sto seguendo con interesse come sempre essendo rimasto io un tifoso del Foggia e sono felicissimo del cammino che sta facendo grazie al lavoro della società e del mister che ha portato idee nuove e che ha voglia di emergere. Spero che continuino così e riescano a mantenere e magari migliorare questa classifica. Un piccolo appunto: la Serie C di adesso è qualitativamente più scarsa rispetto a quella dei miei anni ma questo nulla toglie al grande lavoro fatto.

Cosa fa adesso Antonino Cardinale?

Sono istruttore di scuola calcio ed ho il patentino da allenatore anche se sto ancora giocando a calcio in eccellenza siciliana. A fine stagione, anche a causa del Covid, vorrei smettere ed iniziare ad allenare qualche prima squadra. Ho qualche contatto con qualche società e nel mio cuore spero magari un giorno di tornare a Foggia.

Grazie mille per la sua disponibilità

Grazie a voi per avermi fatto rivivere quegli splendidi ricordi. Permettimi di salutare tutti i tifosi del Foggia e quelle splendide curve che ricordo ancora con amore e soprattutto permettimi di ricordare con affetto tutti i tifosi rossoneri che non ci sono più, in particolar modo Matteo e Piero che saranno sempre il faro di questa meravigliosa tifoseria. Sempre Forza Foggia.

Tullio Imperatrice
Categoria: Am'arrcord