Avellino-Foggia: uno snodo storico

Avellino-Foggia: uno snodo storico

Per questo appuntamento di “Am’arrcod” abbiamo deciso di compiere in un viaggio doloroso indietro nella storia rossonera, in una partita che ha segnato in maniera indelebile la nostra storia, andando a tarpare le ali ad una squadra ed una compagine societaria che con un finale diverso in quella sciagurata stagione avrebbe, secondo noi, potuto scrivere pagine ancora più importanti. Avellino Foggia, finale play off 2006/2007, Stadio Partenio, 17 giugno 2007.

E’ una Serie C, quella di quegli anni, decisamente diversa rispetto a quella che stiamo vivendo adesso, senza vincoli di età per i giocatori da schierare in campo e con tanti che avevano calcato palcoscenici più importanti. Ai nastri di partenza si presentano tante formazioni attrezzate e tante piazze che potevano vantare tifoserie davvero passionali come Salernitana, Taranto, Perugia, Ternana e non per ultime Avellino e Foggia.

A vincere però il campionato sarà il sorprendente Ravenna di Dino Pagliari, trascinato dalle giocate della coppia d’attacco Succi e Chianese (capocannoniere della squadra con 19 reti) e da un gioco corale davvero stupendo che permise ai romagnoli di chiudere la stagione con 69 punti (3 in più dell’Avellino).

Il Foggia, da più di un anno in mano ai dieci soci locali dopo la parentesi di Coccimiglio, dopo un anno di transizione con ben tre allenatori alla guida (Morgia, Rumignani e Fiorucci), decide di allestire una squadra che punta in maniera decisa alla promozione in Serie B. In estate arrivano dei colpi davvero “di calibro” per la categoria come i difensori Zanetti e Ignoffo, i centrocampisti Cardinale, Shala, Princivalli e gli attaccanti Salgado e Dall’Acqua. In panchina viene scelto Stefano Cuoghi, reduce dall’esperienza alla Salernitana in cui aveva visto sfumare la promozione in Serie B nella doppia finale contro il Genoa. L’inizio di stagione è buono, ma la piazza rumoreggia per la scarsa qualità del gioco espresso dai rossoneri, che mostrano un’atavica difficoltà a segnare visto anche il modesto apporto di Dall’Acqua, che si dimostrerà un autentico flop. Primo sliding doors della stagione: la società decide di cedere agli umori della piazza (a volte troppo esigente nel pretendere qualità di gioco oltre che risultati), esonera Cuoghi alla 19^ giornata ed al suo posto chiama Fulvio D’Adderio, che era reduce dalla buona esperienza alla guida del Manfredonia. La marcia del Foggia però prosegue sulla stessa falsariga, nonostante gli arrivi a gennaio di due pezzi da 90 come Mastronunzio e Pecchia e chiude la stagione al 4^ posto alle spalle di Avellino e della sorpresa Cavese di Sasà Campilongo e davanti al Taranto.

L’Avellino affidato a “Nanu Galderisi” è reduce dalla cocente retrocessione dalla Serie B ai play out contro l’Albinoleffe ed allestisce una squadra che punta a dominare il campionato e mantiene alcuni elementi di assoluto valore per la Serie C come Felice Evacuo, il portiere Cecere, il difensore Puleo ed il terzino Moretti, ricordato per il suo grande sinistro stile “Roberto Carlos”. I lupi irpini contendono la vittoria del campionato fino alla fine al Ravenna ma sono costretti a doversi accontentare dei play-off per provare a raggiungere la promozione in Serie B. Seconda sliding doors; la società di Massimo Pugliese decide di sollevare dall’incarico un Galderisi insofferente per la scarsa fiducia che sentiva intorno a se ed affida la squadra per i play-off ad una “vecchia volpe” della panchina come Giovanni Vavassori, allenatore di quel Genoa sopracitato l’anno precedente vittorioso ai play off contro la Salernitana di Cuoghi.

Il Foggia in semifinale affronta la Cavese e da vita a due partite epiche con i rossoneri che vincono 5-2 in casa e passano il turno all’ultimo minuto a Cava grazie al gol di Salvatore Mastronunzio dopo essere stati rimontati ed essere stati sotto per 3-0. L’Avellino invece deve affrontare il Taranto con una rosa raffazzonata a causa dei tanti infortuni e perde la gara d’andata in riva allo Jonio per 1-0 grazie ad un gol di Zito. Nella gara di ritorno l’Avellino al Partenio soffre tremendamente e fatica a trovare la via della rete ma l’uomo della provvidenza è Vincenzo Moretti: punizione da 40 metri a 3 minuti dal termine, il terzino ci prova con un tiro che sa tanto di disperazione, palla che passa in una selva di gambe e si insacca alle spalle del portiere tarantino: l’Avellino è in finale play off.

Foggia-Avellino si gioca allo stadio Pino Zaccheria il 10 giugno 2007, in un catino che ribolle di passione per una piazza a cui manca la serie B da quasi 10 anni. Il Foggia domina la partita ma ha la pecca di non segnare più del decisivo gol di Salgado, sciupando occasioni a ripetizione per tutti i 90 minuti con lo stesso cileno, Mastronunzio, Pecchia e Cardinale e con l’arbitro che annulla in maniera incomprensibile una rete apparsa regolare del “Pescador”. Bisognerà giocarsi la promozione ad Avellino.

Stadio Partenio, 17 giugno 2017: uno snodo fondamentale per la centenaria storia rossonera. Avellino: Gragnaniello, De Angelis, Moretti, Di Cecco, D’Andrea, Puleo, Porcari, Garzon, Grieco, Biancolino, Evacuo. Foggia: Marruocco, D’Alterio, Zanetti, Cardinale, Ignoffo, Ingrosso, Pecchia, Giordano, Mastronunzio, Salgado, Shala.

Il Foggia affronta alla grande la partita, difende benissimo e riparte in maniera pungente sfiorando per due volte il gol con Salgado e Mastrununzio. L’Avellino sembra impotente e non crea praticamente nulla fino al minuto 88’. Nel frattempo gli irpini rimangono in 10 a causa dell’espulsione di Ametrano. Calcio d’angolo dalla destra battuto da Moretti, la difesa rossonera libera ma il pallone torna al terzino che la rimette in mezzo ed il destino nefasto per i rossoneri ha il nome di Davide Moi che ribatte in maniera errata al centro ed arriva l’uomo della provvidenza per gli irpini: Gonzales Kiese Rivaldo, trequartista paraguaiano che fino a quel momento aveva fatto solo 14 presenze senza segnare neanche un gol. Invece indovina il tiro della vita, con una bordata a volo che si insacca alle spalle di un incolpevole Marruocco. La partita finisce praticamente li, visto che il Foggia non si riesce a riprendere dal colpo e perde la testa causando due rigori con Zanetti e Ignoffo (entrambi espulsi) realizzati da Biancolino ed Evacuo. I supplementari si giocano in un clima surreale, con 5000 spettatori a bordo campo che festeggiano una promozione in B magari meritata nel corso della regular season ma alquanto fortunata durante i play off.

In tutti noi tifosi è rimasta la sensazione che senza quel gol di quello sconosciuto paraguaiano il Foggia, con l’entusiasmo della piazza e una società ancora più solida con la Serie B, avrebbe potuto scrivere pagine importanti in Serie B. Avellino Foggia resterà per sempre uno snodo storico.

Tullio Imperatrice 

 

Categoria: Am'arrcord