Da Karoly a Zeman. Il Foggia e l’Università del Calcio

Da Karoly a Zeman. Il Foggia e l’Università del Calcio

In questa puntata di “Am’arrcord” abbiamo deciso di compiere un viaggio indietro nel tempo, andando con la memoria in un calcio che ormai non c’è più e fatto perlopiù di miti e leggende, di storie tramandate negli anni di padre in figlio e di un area geografica che nei primi decenni del Novecento è stata “l’Università del Calcio”, insidiando l’egemonia che fino a quel momento aveva avuto senza ombra di dubbio il calcio britannico: l’Est Europa.

Alcuni “professori “ di questa Università hanno anche toccato Foggia, andando a modificare la caratura del calcio di casa nostra e facendola elevare ad un livello che fino a quel momento era al limite del dilettantismo.

Il primo allenatore straniero del Foggia, a nove anni dalla sua fondazione nel 1920, fu l’ungherese Bela Karoly, ex calciatore che nei primi anni degli anni ’10 aveva vestito anche la già importante maglia del Milan. Karoly riuscì proprio ad impartire una nuova mentalità più di livello professionistico ai  giovani colori rossoneri. Ebbe il grande merito di creare il primo grande tridente della gloriosa storia rossonera, portando dalla sua prima esperienza nella Spal il bomber Marchionneschi, che con Montanari e Marchetti era il motore del Foggia delle 3M. A lui appartiene il primo filotto di vittorie consecutive della storia del Foggia, ben 7 durante la stagione 1930-1931 in Prima Divisione. La carriera di Karoly in rossonero durò fino al 1932, con una nuova avventura in terra Dauna nel 1936-37. Tra le altre Karoly allenò anche Salernitana, Taranto, Cremonese e Catania.

Dopo l’addio di Karoly tocco a due allenatori austriaci subentrare sulla panchina del Foggia. Il primo fù Tony Cargnelli, austriaco di passaporto ma con padre italiano, nella stagione 1932-33. Cargnelli arrivò a Foggia con la fame di grande allenatore visto che aveva vinto uno Scudetto con il Torino nel 27-28 e una volta arrivato in terra dauna conquistò la promozione in Serie B. Continuò la sua luminosa carriera conquistando uno scudetto ed una Coppa Italia con l’Inter ed una coppa Italia con il Torino. A lui subentrò il connazionale Engelbert Konig.

Nel 1935-36 ancora un magiaro sulla panchina, Wilmas Wilhelm, un grande innovatore del calcio offensivo che sviluppo la sua carriera soprattutto tra Padova e Vicenza. Tra il 39 e il 41 due allenatori ungheresi si alternarono sulla panchina: Istvan Fogl e Ferenc Plemich, con quest’ultimo che riuscì ad essere decisamente più incisivo nella sua avventura a Lecce.

Breve parentesi di Lajos Politzer nel Foggia post seconda guerra mondiale, con il tecnico ungherese che venne esonerato a campionato in corso per far posto ad Angelo Benincasa.

Decisamente avventurosa l’avventura di Andras Kuttik alla guida del Foggia nella stagione 1949-1950 che venne esonerato in favore di Marsico, richiamato il 28 novembre 1949 e nuovamente esonerato a marzo in favore dello stesso Marsico. Nel corso della sua carriera il tecnico ungherese allenò anche in Messico e vinse un campionato in Turchia con il Besiktas.

Ultimo allenatore ungherese sulla panchina rossonera Lajos Kovacs che a causa degli scarsi risultati fu sostituito a stagione in corso da Leandro Remondini.

Bisognerà aspettare 31 anni per vedere un uomo venuto dall’est sedere sulla panchina rossonera: il boemo Zdenek Zeman. Nato a Praga il 12 maggio del 1947, nipote di Cestmir Vycpalek (2 scudetti con la Juventus), si trasferì ben presto in Italia a causa dell’insurrezione politica che nel 1968 portò alla cosiddetta “Primavera di Praga”. Si laurea a Palermo frequentando l’Isef ed iniziando la carriera da allenatore in Sicilia. Nel 1986 viene chiamato a Foggia, ma dopo una sonora sconfitta per 5-0 rimediata contro il Cosenza, viene sostituito dal suo secondo Balestri. Il patron Casillo lo richiama nel 1989 in una squadra neopromossa in Serie B dopo la vittoria del campionato con Caramanno. Il resto è storia con Zeman ed il Foggia che scriveranno una delle pagine più luminose del calcio italiano.

Come abbiamo visto il calcio riesce a rendere vicine anche terre geograficamente lontane come Foggia e l’Austria o l’Ungheria, unite da una passione per il calcio che non ha confini ed accomunate da una cultura del bel gioco ormai insita nella nostra mentalità.

Tullio Imperatrice
Categoria: Am'arrcord