Efficie a FCM: “Foggia? La parentesi più importante. Che squadra con Catalano, Del Core, De Zerbi, Carannante…”

Efficie a FCM: “Foggia? La parentesi più importante. Che squadra con Catalano, Del Core, De Zerbi, Carannante…”

Per questo appuntamento di “Am’arrcord” abbiamo raggiunto telefonicamente Antonio Efficie, portiere del Foggia tra il 2000 ed il 2006, sceso in campo 62 volte a difendere i pali dei Satanelli. Nasce ad Arzano (Na) nel 1968 e nel corso della sua carriera veste le maglie di Ercolanese, Ischia, Salernitana, Giarre, Campobasso, Altamura, Cavese, Savoia e Juve Stabia.


Signor Efficie grazie per aver accettato il nostro invito.
Grazie a te per avermi chiamato e per darmi la possibilità di parlare del mio amato Foggia.
Entriamo subito nel vivo della nostra chiacchierata. Cosa ha rappresentato per lei Foggia, sia dal punto di vista professionale che dal punto di vista umano?

Senza dubbio è stata la parentesi più importante della mia carriera, nonostante sia stata molto movimentata per i mille problemi che abbiamo attraversato in quegli anni. Per quanto riguarda la sfera personale, posso dire che mi sono trovato meravigliosamente a Foggia, anche se ho vissuto poco la città, essendo concentrato al 100% sul mio lavoro.

Lei arriva a Foggia nel 2000-2001, con Mancano in panchina ed una società che praticamente non esiste. Quale fu il suo impatto con Foggia?

Fu decisamente traumatico. Mancavano tutte le basi per poter compiere un lavoro sereno e di qualità; ti basti pensare che avevamo uno staff tecnico privo di allenatori dei portieri. Io mi allenavo con il resto della squadra ed i tifosi, visto che venivo da due ottimi campionati con la Juve Stabia in cui avevo sfiorato anche la promozione in B, pretendevano da me tanto. Anche con Arcoleo e Pace le cose in quella stagione non andarono molto meglio, visto che chiudemmo con un nono posto.

Stagione 2001-2002, quella della finale persa a Paternò. Come possiamo riassumerla quella annata?

Iniziamo con Pace in panchina che era un buon allenatore ed una brava persona. La squadra venne rinforzata con gli arrivi di Carannante, Del Core, Catalano e Costanzo oltre a De Zerbi a gennaio. L’arrivo di Florimbi ricompattò il gruppo ed inanellammo una serie importante di risultati positivi che ci portò a giocare la finale play-off contro il Paternò di Pasquale Marino e perdemmo la promozione con un doppio pareggio che premiò il Paternò che aveva chiuso più in alto in classifica durante la stagione regolare. Fu una brutta delusione, anche se compimmo un mezzo miracolo, ma ci diede la carica giusta per affrontare poi la stagione successiva.

Stagione successiva, quella epica 2002-2003, che porta la firma proprio di Pasquale Marino. Che stagione fu?

Una cavalcata trionfale. Il mister ci inculcò una mentalità vincente che ci permetteva di fare i padroni in qualsiasi campo e contro qualsiasi avversario. Ovviamente la squadra fu completata con gli arrivi di Assennato, Greco, Brutto e Di Bari; a dimostrazione di come per creare un gruppo vincente ci vuole calma, competenza ed anche la giusta fortuna.

27 aprile 2003, Foggia-Lodigiani 0-0, Stadio Flaminio. Cosa ricorda?

Una soddisfazione enorme, forse la più grande della mia carriera. Ricordo che Marino mi concesse di giocare da titolare quella partita, nonostante nella ultime giornate avesse giocato Francesco Rossi, a causa di un mio problema alla schiena. Io avevo fatto il titolare per tutta la stagione. La partita la ricordo vagamente ma ricordo i nostri meravigliosi tifosi, la loro felicità ed il ritorno a casa che fu un vero e proprio trionfo.

Marino e De Zerbi: avrebbe pronosticato per loro una carriera in panchina di questo tipo?
Per quel che riguarda Mister Marino credo abbia fatto una carriera anche al di sotto di quelle che sono le sue capacità, visto che già quasi vent’anni fa proponeva un gioco offensivo e di qualità. Per quel che riguarda Roberto io l’ho conosciuto a 24 anni, era un ragazzo pieno di vita anche se molto esigente dal punto di vista calcistico. Voleva sempre primeggiare in tutto. Ti racconto un aneddoto: in quella stagione Del Core segnò 18 gol e nelle partite in cui Roberto non segnava, Dario Annecchino e Lino Rabbaglietti lo bersagliavano con prese in giro e sfottò, mettendo in dubbio le sue qualità calcistiche. Erano un vero spasso ed il segreto del nostro gruppo.

L’anno dopo vicissitudini societarie con Patano e Trinastich, un fallimento e tanto rammarico per un patrimonio tecnico a detta dei più sperperato. Come fu quella stagione?

Una stagione sprecata, visto che per quel che era la qualità della rosa a disposizione, con una società solida, potevamo dominare anche in Serie C1. Ricordo la partita con il Giulianova, poche ore dopo la notizia del fallimento; fu una partita drammatica e commovente dal punto di vista sportivo.

Arriviamo alla stagione 2004-2005, Coccimiglio presidente e Giannini come allenatore, sostituito poi da Morgia.

Una stagione partita con il piede sbagliato, visto che Coccimiglio aveva un carattere molto particolare. Però poi ci assestammo e facemmo un campionato davvero dignitoso, con il grande exploit della partita contro il Napoli. In quella occasione respirammo davvero l’aria di “Serie A”, uno stadio pieno di passione. Foggia meriterebbe tutte le domeniche di vivere quelle sensazioni.

L’anno dopo, 2005-2006, il termine della sua avventura a Foggia, con il primo anno dei 10 soci foggiani alla guida della società.

Diciamo che dovevo andare via già all’inizio di quella stagione però ormai il legame con Foggia era indissolubile e decisi di rimanere nonostante la qualità della squadra era davvero modesta. La situazione poi peggiorò decisamente con l’avvento in panchina di Rumignani al posto di Morgia, una autentica sciagura visto il modo di gestire il gruppo in maniera assurda. Fiorucci salvò la stagione con una gestione oculata e molto più umana.

Cosa fa adesso Antonio Efficie?

Mi divido tra l’azienda edile di mio suocero e il ruolo di preparatore dei portieri in una squadra di eccellenza con Ciro De Cesare allenatore (ex attaccante della Salernitana in Serie A, ndr).

E’ stato davvero un piacere ripercorrere questo viaggio nei ricordi insieme lei. Grazie mille.

Permettimi di ringraziare ancora una volta Foggia per tutto quello che mi ha dato. La domenica guardo subito quello che fa il Foggia e sono felice del lavoro che sta facendo Marchionni, riuscendo ad isolare il gruppo dai problemi societari che ci sono. Speriamo di vederci presto e Forza Foggia!

Tullio Imperatrice

Categoria: Am'arrcord