Schira: “Carpi e Padova a rischio, il Crotone può salvarsi”

Schira: “Carpi e Padova a rischio, il Crotone può salvarsi”

La lotta retrocessione si accende e per le ultime squadre della classifica di serie B gli incubi della serie C si concretizzano ogni 90′. Carpi, Padova, Livorno, Foggia e Venezia, ma anche Crotone e Salernitana.

Il campionato a 19 squadre ha creato l’incertezza, dando quel pizzico di pepe che serviva ad un campionato di per sé competitivo. Quale squadra rischia di più? Qual è invece la compagine che può tirarsi fuori dai guai il prima possibile? Nicolò Schira, firma della Gazzetta dello Sport, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di TuttoC.com per poter analizzare la situazione:

Mancano poche giornate al termine, ma ci sono ancora molte squadre coinvolte per la lotta retrocessione: chi è più a rischio?

“Salvo clamorosi colpi di scena possiamo dire Padova e Carpi come retrocedenti, manca solo la matematica. Sono squadre che hanno fatto sempre fatica, a parte qualche risultato o qualche piccolo filotto di risultati positivi. Il Foggia, al netto dei punti fatti, vivrebbe un altro campionato. Lo specchio del campionato dei rossoneri è sicuramente la gara contro il Livorno: dal 2-0 al 2-2, c’è stato anche il rischio di sconfitta. Il Venezia è una squadra diversa che ha chiuso un ciclo, quest’anno ha cambiato tanto. Rischia tanto anche il Livorno, con Breda c’è stata una crescita ma poi il meccanismo si è inceppato. Fa fatica come squadra anche perché ha un organico con tante scommesse. Breda ha comunque esperienza ed è abituato a portare a termine i compiti”.

Qual è invece la squadra messa meglio?

“Manca la matematica, ma la Salernitana come organico non dovrebbe rischiare. Hanno giocato un girone di andata rimanendo nella zona playoff, poi cìè stato un calo importante. Ha comunque dei giocatori che hanno le carte in regola per salvarsi senza patire troppo. Questi ultimi risultati hanno portato un po’ di scoramento, ma non ci dovrebbero essere problemi. Deve fare attenzione il Crotone, che ha vissuto un’annata complicata. A gennaio la società ha agito molto bene sul mercato, sono stati bravi a puntellare l’organico. Ha qualcosina in più. Credo che possa salvarsi soffrendo fino alla fine, ma evitando i famigerati playout”.

Il Carpi rischia molto dopo aver disputato diversi campionati di livello: cosa è successo?

“Penso sia una fine di un ciclo, ha scritto pagine meravigliose in questi ultimi anni. Basti pensare alla scalata dalla serie D alla serie A, nel massimo campionato è arrivato ad un passo dalla salvezza. Ha perso una finale playoff contro il Benevento, giocando alla pari dei giallorossi. Come società non si è snaturata, soprattutto per quanto riguarda la politica dei giovani emergenti. Ci sono state tante scommesse, alcune volte si rischia. Anche in panchina è stata attuata questa filosofia negli anni, con un allenatore che arrivava da un’altra categoria. Poi è stato ripreso Castori che ha provato a riaggiustare la rotta, ma ci sono comunque i limiti dell’organico. Credo che sia una grande favola che sta per finire, poi vedremo come affronterà l’eventuale serie C”.

Di solito l’equazione più scontata è squadra retrocessa=promozione diretta nella stagione successiva. Il Crotone, ad esempio, era una delle favorite per tornare in A: secondo lei cosa è successo? 

“Sì di solito l’equazione è questa. Probabilmente il Crotone ha trattenuto troppi giocatori che hanno giocato in A, come Rohden e Simy, che adesso ha messo a segno diversi gol importanti. Molti avevano mercato e legittimamente volevano rimanere nel massimo campionato per riconfermarsi. Probabilmente si sono allineati a pieno all’interno della categoria. Un pensiero che potrebbe esser stato fatto è: “Ho fatto bene in A, sono stato ad un passo dalla salvezza, dunque la B posso farla in scioltezza”. Quando non hai le giuste motivazioni rischi di andare incontro a brutte figure. A gennaio hanno lavorato bene sul mercato. In estate avevano una rosa con più blasone, ma hanno fatto meglio nel girone di ritorno”.

Questo campionato di serie B è stato un po’ anomalo. Qual è il suo parere a riguardo? 

“Il numero dispari non mi piace perché non ti dà mai una classifica reale. Il Lecce è lanciatissimo, ma la classifica non è reale. Magari alla penultima giornata, quando il Lecce riposerà, potrebbero innescarsi diversi meccanismi. Rispetto ad una B a 22 o a 24 squadre si alza la competitività ci sono sempre squadre coinvolte. In questo modo non ci sono squadre in “vacanza” già cinque o sei giornate prima. Questo campionato è sicuramente ottimo per gli appassionati e per lo spettacolo. L’anno prossimo il campionato sarà a 20 squadre, un numero giusto per avere tante piazze in un torneo comunque competitivo. Comunque abbiamo attraversato un’estate torrida e complessa, con ricorsi e altro. Alla fine ci sarà una promozione dalla C, un piccolo indenizzo per le squadra coinvolte. Credo che l’equilibrio giusto sia con 20 squadre”.

Fonte: www.tuttoc.com

Categoria: Rassegna stampa