Imprese, tifosi e istituzioni devono stare vicini alla proprietà. Anche se…

Imprese, tifosi e istituzioni devono stare vicini alla proprietà. Anche se…

Due retrocessioni in poche settimane. La coppia Casillo-De Vitto vive il momento sportivo più delicato, forse determinato dalla eccessiva convinzione nelle proprie capacità o anche derivante da scelte causate da consigli sbagliati. La sconfitta nei pay out a Nola condanna la formazione di Candela all’Eccellenza, dopo un campionato in cui la proprietà voleva compiere il miracolo di puntare alla promozione in Lega Pro, sogno infranto dopo la partenza sprint e la scoperta di una realtà molto più complessa, in una serie D dove ci sono squadre che hanno investito fiori di milioni di euro per tentare la scalata, cosa riuscita al Barletta.

Ed ora? Intanto, non si pone più il problema di avere due squadre, almeno sulla carta, nella stessa serie. Questo ovviamente in attesa che riammissioni e ripescaggi facciano il loro corso. Fino a quel momento, parliamo di un periodo di attesa di almeno un mese per iniziare a capirci qualcosa, il Foggia sarà una formazione di serie D ma deve ragione in modo diverso, affidandosi a mani esperte, capaci, in grado di garantire gli investimenti, di offrire alla piazza sportiva nazionale una immagine diversa sotto tutti i punti di vista, considerando tutto quello che è successo, amministrazione giudiziaria compresa.

Ci sono molti problemi da risolvere, il più importante è quello di far capire agli imprenditori, del territorio e quelli che ci osservano da lontano, che qui si può tornare a fare calcio. Ma se si continua a dire di no a tutto e a tutti (il possibile ritorno di Felleca?) il calcio a Foggia è destinato a sparire, altro che serie D. E alla fine ci sarà chi sosterrà, giusto o sbagliato che sia, che un certo imprenditore barese, con tutti gli errori fatti ed i comportamenti sbagliati, è sempre riuscito a raggiungere l’obiettivo minimo della salvezza.

E’ nel momento più delicato della storia del calcio a Foggia, imprese e tifosi, insieme alle istituzioni, devono dimostrare di poter fare qualcosa per ridare alla proprietà la giusta carica per ripartire. Sarà così?