Meritiamo la retrocessione…ma anche rispetto. Il Foggia indifeso e offeso
Quando le cose vanno male si cercano i colpevoli ed è giusto che sia così. La caduta libera del Foggia è figlia di tanti elementi concomitanti. Innanzitutto, partiamo dalla richiesta della piazza di sbarazzarsi di Canonico colpevole, se vogliamo usare questa espressione giudiziaria, di aver costruito una squadra fragile, formata da ragazzi di buone speranze ma incapaci di affrontare un campionato difficile in Lega Pro girone meridionale, dove anche l’ultima della classe lotta con il coltello tra i denti. Quando dopo un periodo di incertezze e di buio è sembrato tornare la luce per il Foggia con l’ingresso di De Vitto-Casillo e la vittoria sul Giugliano, sono continuati gli errori in fase di valutazione tecnica, considerando che la nuova proprietà ha avuto pochi giorni per raccogliere dal mercato di riparazione le briciole rimaste in giro.
In tutto questo l’amministrazione giudiziaria quanto ha inciso? Sicuramente in modo positivo sulla possibilità di tenere lontani certi appetiti. Se è vero che il Foggia merita di retrocedere per quanto fatto vedere in campionato, dobbiamo onestamente sottolineare che i rossoneri sono stati notevolmente penalizzati da torti arbitrali che hanno condizionato almeno dieci incontri assegnando decisioni discutibili (rigori, reti convalidate ad avversari o annullate al Foggia, espulsioni ecc.) e che qui, evidentemente, c’è un problema di altra natura: forse qualcuno vuole che il Foggia sprofondi, punendolo per essere una piazza “pericolosa” (mafiosa?). Andrebbe ricordato che, invece, il Foggia ha pagato profumatamente in passato per errori giudiziari, come proprio nel caso di Pasquale Casillo, uscito pulito da ogni accusa ma quando tutte le sue attività erano state annientate, calcio compreso. Solo per citare un ultimo episodio contro il Foggia, la decisione di punire l’intera piazza sportiva con 4 gare da disputare a porte chiuse per 4 tifosi entrati in campo a Monopoli da una porta non presidiata del settore ospiti. Nessuna esagerazione, nessun piagnistero, solo l’esatta fotografia di come ci trattano. Il primo cambiamento deve essere il recupero di immagini e di rispetto che questa piazza sportiva merita. In una ricostruzione del calcio a Foggia bisognerà partire anche da questo. A prescindere dalla serie…come i tifosi più volte hanno sostenuto. Anche se, in passato, le fortune del calcio sono state legate a quelle della città e viceversa!

